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OH MIO DIO, MA ALLORA SONO IN CRISI!!! (Special Guest: Carolina)

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Da un po’ di tempo, direi da troppo, non compro più scarpe con il tacco. Ora voi direte: “Cosa c’è di strano, non sono indispensabili né tanto meno comode”, ma per me sono la bilancia del mio stato interiore. E fino a questa mattina non me ne ero resa conto. Il fatto che nell’ultimo mese sogni continuamente l’elemento acqua  e non una pacifica oasi nel deserto, ma bensì  acque torbe, mosse,  che minacciano continuamente la mia sopravvivenza e quella delle persone a me care, non mi aveva particolarmente destabilizzato essendo io una macchina dei sogni (contorti ed angoscianti, mai la famosa foglia sul ruscello sinonimo di pace e calma interiore).
Ma oggi, riguardando su internet i siti delle mie aziende di scarpe preferite  che in altri tempi mi avrebbero rubato sospiri di piacere e di agonia per l’inaccessibilità dei prezzi e mi avrebbero fatto venire in mente le idee più disparate come quella da me coltivatissima di una pensione da giovani ed il prolungamento dell’età lavorativa fino a praticamente l’estrema unzione, e non trovando niente che anche solo mi facesse venire un guizzo nella pancia, ho iniziato a preoccuparmi. “Oh mio Dio,ma allora sono in crisi!!” Da sempre sono una inconsapevole seguace della terapia Coco Chanel: nei momenti di particolare smarrimento tiro fuori rossetto rosso, filo di perle (le mie sono di lago, laghetto, pozzanghera, ma questo è un altro discorso)  e scarpe con tacco. Con questi accessori il mio portamento  migliora, la mia testa sta obbligatoriamente dritta (anche perché ‘sto filo di perle pesa assai) e le mie anche ondeggiano (ogni tanto inciampo pure). Il mondo appare migliore,  io appaio migliore e sicuramente lo sono anche per qualche maschio alfa, le mie gambe si allungano sui trampoli che ho sempre amato incondizionatamente e che più plateau avevano,  più il tacco era grosso e più io mi sentivo la regina della scena (una delle tante scene che mi costruisco mentalmente).  Ma ormai le Converse sono all’ordine del giorno e  la cosa più hard che mi sono presa sono una paio di stivaletti alla Pocahontas con tanto di frange che credevo di odiare (non è che li voglia sminuire, sono propri fighi almeno per me, un po’ meno per gli altri). Mia mamma (santa mamma!) tempo fa fece una osservazione correttissima ad una commessa: “Mia figlia non compra scarpe se non l’appassionano ed ultimamente non ha più passione per i tacchi”. Ora lei voleva farmi una piccola critica, nel senso che se anche non trovo nulla che “mi calzi a pennello”  dovrei comunque imparare ad accontentarmi invece di rinunciarci del tutto, ma non si è resa conto di avere espresso un concetto applicabile a tutti i lati della mia vita. Se non trovo la passione nelle cose che faccio preferisco rinunciare e chiudermi nel mio isolamento mentale.  E’ vero che sono una persona che ha difficoltà a darsi delle priorità perché TUTTO è prioritario e a nulla si può rinunciare e quindi sono già tendenzialmente predisposta a non trovare mai la pace, ma ultimamente è come se ci fosse un filtro tra me e il mondo, tra me e le persone a me care (ad esclusione del mio Alino che, purtroppo per lui, è costretto a sorbirsi i miei vaneggiamenti ed ultimamente  anche il piantino mattutino). Si dice che prendere coscienza di avere un problema ed accettarlo è il primo passo verso la risoluzione di quest’ultimo:  non sono così convinta della totale veridicità di questa affermazione, ma guardandomi allo specchio mi vedo sciatta e trascurata e credo che questa immagine di me rifletta un po’ quello che provo dentro. Non posso dire di avere già chiara la soluzione ai miei problemi, ho però deciso che questo fine settimana farò fare un bagno di sole ai miei piedi, li farò stare nudi come piace a loro e  magari con un po’ di abbronzatura ed una pedicure di nome e di fatto,  anche i mie piedi troveranno la loro anima gemella che non dovrà essere al di sotto dei 14 cm!!!

Pics by Lucia Sartori